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Decreto-Legge 21 Giugno 2013, n.69, anche detto "Decreto del Fare"

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (GU n 194 del 20 agosto 2013 – Suppl. Ordinario n.63) il testo di conversione (legge 9 agosto 2013 n.98) del decreto cosiddetto del Fare (DL 21 giugno 2013, n.69), introduce delle misure importanti nell'ambito dell'Information and Communication Technology. Vediamo quali.

L'articolo 10 recita:

Art. 10 

(Liberalizzazione dell’allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete pubblica)

1. L’offerta di accesso ad internet al pubblico e’ libera e non richiede la identificazione personale degli utilizzatori. Quando l'offerta di accesso non costituisce l'attivita' commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l'articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, e l'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni. 
2. Soppresso. 
3. Al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) l’articolo 2 e’ soppresso; 
b) all’articolo 3 il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. Il decreto del Ministro delle poste e telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314, e’ abrogato”.

Il punto 1 delibera il permesso di offrire un punto di accesso alla rete pubblica Internet libero a tutti.
Questo significa che qualsiasi esercizio commerciale rivolto ad un pubblico (bar, alberghi, negozi, ecc.) o pubbliche amministrazioni possono offrire connessione ad Internet liberamente senza obbligare l'uso di credenziali che identificano l'utilizzatore, ossia la coppia "utente/password", nè chiedere autorizzazioni.
Non si specifica la tecnologia da utilizzare; perciò offrire una connessione Wi-Fi tramite hotspot è possibile quanto fornirla tramite cavo in rame. Ovviamente, la prima è più comoda per l'utente finale ma presenta maggiori problematiche legate alla sicurezza e alla tracciabilità della connessione.
Sempre al punto 1 la norma non prevede più l'obbligo della tracciabilità del collegamento (MAC address, indirizzi a Livello 2 Data-Link) come inizialmente il DL prevedeva (esenzione, comunque, non valida per i soggetti che operano nell'ambito ICT).
Anche se l'obbligo è caduto, in realtà resta consigliabile tenere traccia di chi utilizza il proprio hot-spot Wi-Fi per discriminarsi qualora un utente utilizzi la connessione per commettere reati.
In altri paesi europei, Germania, Inghilterra e Francia, per questo motivo la legislazione è più restrittiva, dato che alcune sentenze hanno dichiarato parzialmente responsabile il proprietario della rete Wi-Fi che non abbia previsto un sistema di protezione o identificazione contro utilizzi abusivi della connessione per finalità illecite (spamming, scambi di file pirata, ecc.).
A questo scopo servono appliances di networking  avanzate, configurate e gestite in modo opportuno come GuruNetwork si offre di fornire. 

Il punto 3 nei punti a) e b) sopprime l'articolo 2 del DL n. 198 del 2010 e modifica l'articolo 3 abrogando il famoso DL n.314 del 1992.
Il DL n. 198 del 2010 all'articolo 2 poneva l'obbligo agli utenti di far installare tutte le apparecchiature terminali alle rete pubblica di comunicazione elettronica, ossia router, firewall, gateway in generale, ad imprese abilitate al tal proposito attraverso il cosidetto "patentino" di installatore, per ottenere il quale si richiedevano risorse ed asset spesso appannaggio solo delle medie e grandi aziende.
Va da se che questo approccio protezionista a difesa di corporazioni o associazioni di categoria escludeva dal mercato un ampio numero di imprese che, per esperienza e competenze tecniche, potevano ritenersi idonee, a tutto danno economico dell'utente finale.
Il DL n.314 del 1992 vincolava l'installazione e la manutenzione delle apparecchiature terminali alla rete pubblica di telecomunicazione (nel 1992 era considerata solo la parte di fonia), ossia i centralini telefonici con relativi telefoni, alle sole società di installazione/manutenzione autorizzate.
Le autorizzazioni erano divise in tre gradi, dal primo che consentiva l'installazione di impianti di qualsiasi tipo e potenzialità, sino al terzo che permetteva impianti interni per sola fonìa di capacità fino a 120 derivati (telefoni). I requisiti di idoneità per queste autorizzazioni erano pesantemente vincolanti sopratutto a livello di personale dipendente e attrezzatura tecnica.
Nel tempo e con l'avvento della tecnologia VoIP questa legge è divenuta anacronistica ed inattuabile, oltre che controproducente per l'utenza finale.
GuruNetwork si felicita per questa scelta di abrogazione, che promuoverà una maggiore apertura del mercato delle telecomunicazioni con risvolti positivi sia per le aziende di informatica, sia per il cliente finale che potrà beneficiare di un’offerta più ampia.
GuruNetwork offre soluzioni per fonia di tipo tradizionale o VoIP attraverso appliance consolidate, sicure ed affidabili, frutto di anni di esperienza e formazione specializzata.