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TECHNICAL FOCUS

La pubblicazione tecnica di IPJ [Summer2021 issue]
I focus su questo numero: il nuovo protocollo di routing (già accennato nel numero di settembre dello scorso anno),
ossia il Routing in Fat Trees (RIFT); e poi il Newtork Functions Virtualization (NFV) come un nuovo insieme di standard sviluppato dall’ European Telecommunication Standard Institute (ETSI).

Routing in Fat Trees
Nuovo protocollo definito dall’ Internet Engineering Task Force (IETF), è nato come alternativa al consolidato BGP, Border Gateway Protocol.
RIFT è ottimizzato per network di grandi dimensioni che hanno topologie di rete fortemente strutturate come un albero grasso.
Viene tipicamente usato negli apparati underlay dei data center per la sua scalabilità e velocità di convergenza, ma anche per altri motivi quali la semplicità d’uso e per essere anisotropico, ossia link-state (basato sullo stato del collegamento) nella frontiera nord e distance-vector (basato sul vettore delle distanze) nella frontiera sud.
Può essere eseguito anche su macchine server (Routing on The Host), e viene offerto sia in implementazione open-source che con licenza commerciale.
L’articolo di Bruno Rijsman si focalizza sull’innovazione più interessante di RIFT, ossia l’aggregazione e disaggregrazione automatica che riduce la dimensione della tabella di routing. RIFT si può usare nelle topologie di rete dove ha senso parlare di “direzioni nord-sud”, tecnicismo che permette di dividere i nodi, switches, router o host, in livelli, includendo topologie ad “albero grasso” tipiche dei data center.
Se per molti aspetti RIFT è simile al protocollo link-state Intermediate System-to-Intermediate System (IS-IS), la tabella di routing più piccola e una velocità di convergenza più elevata permette di dire che il Routing in Fat Trees può rappresentare il protocollo prossimo più idoneo in ambienti strutturati quali i corporate o i global network.

Newtork Functions Virtualization
Il Newtork Functions Virtualization (NFV) nasce originariamente dalla discussione tra i maggiori operatori e carrier network sul come poter aumentare le operazioni di network in un epoca di alti volumi di traffico multimediale.
Questa discussione risulta pubblicata già nel 2012 come white paper all’interno del European Telecommunication Standard Institute (ETSI).
Nel white paper si focalizzavano gli obiettivi del NFV, facendo leva sugli standard della tecnologia di virtualizzazione nel mondo IT per consolidare i molti tipi diversi tipi di network equipment in un nuovo standard per alti volumi che potrebbe essere utilizzato sia nei data center che per gli utenti finali on premise.
La necessità di questo nuovo approccio nasce dal fatto che nei network coesistono diversi varietà di hardware appliance proprietari, con conseguenze negative quali la rapida obsolescenza e di fine vita degli apparati, il maggior spazio fisico necessario, e la difficoltà per gli skills tecnici necessari alla loro gestione, integrazione e deployment.
Il Newtork Functions Virtualization è un approccio che permette di staccarsi da questa visione per proporre l’utilizzo di un piccolo numero di piattaforme hardware standard grazie alla tecnologia di virtualizzazione, mantenendo le funzioni di network necessarie.
Con la crescente domanda dovuta al servizi wireless 5G e ai servizi di cloud, cosi pure per i grandi network di corporate private, NFV sta diventando una tecnologia di uso sempre più ampio.